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STATUTO

Associazione Ortica APS


Art. 1 – Denominazione e sede

  1. E costituita, l’associazione denominata: “Associazione L’Ortica APS” di seguito, in breve, “associazione”. L’associazione a un Ente del Terzo settore, e disciplinata dal presente statuto e agisce nei limiti del d.lgs. 117/2017.
  2. L’ordinamento interno dell’associazione e ispirato a criteri di democraticità, di uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità di tutti gli associati, ne favorisce la partecipazione sedate senza limiti a condizioni economiche e senza discriminazioni di qualsiasi natura.
  3. L’associazione ha sede legale nel Comune di Milano e la sua durata illimitata.
  4. Il trasferimento della sede legale all’interno dello stesso Comune non comporta modifica statutaria e può essere deliberata dal consiglio direttivo.

Art. 2 – Finalità

  1. L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. In particolare, intende:
    • tutelare, promuovere e affermare il diritto di ciascun individuo di poter accedere alle opportunità del vivere sociale;
    • sostenere approcci educativi dove sia mantenuta costante attenzione alla soggettività delle persone svantaggiate attraverso l’estensione e la valorizzazione di tutte le loro possibilità nel rispetto delle caratteristiche di ciascuno;
    • intervenire in ambito sociale, socio-assistenziale, sociosanitario, educativo, ricreativo, culturale e dell’istruzione attraverso azioni che sostengano e favoriscano l’inclusione e l’integrazione di persone svantaggiate che a causa delle loro difficoltà psicofisiche e/o sociali ne abbiano necessità;
    • promuovere attività che garantiscano l’integrale attuazione dei diritti costituzionali concernenti l’uguaglianza di dignità e di opportunità e la lotta contra ogni forma di discriminazione nei confronti dei cittadini che per cause di età, di deficit psichici, fisici a funzionali o di specifiche condizioni socio economiche siano in condizione di marginalità;
    • promuovere una cultura delle disabilità intesa come risorsa che valorizzi da persona che ne è portatrice contando sulle sue capacità oltre che sui propri limiti.

Art 3 – Attività di interesse generale

  1. 1. L’associazione, nel perseguire le finalità di cui sopra, svolge in via esclusiva o principale attività di interesse generale, di cui all’art. 5, comma 1 del D.Lgs 117/2017, nello specifico riconducibili alle lettere:
    • lett. a) interventi e servizi sociali ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;
    • lett. i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5, comma 1 del D.Lgs 117/2017;
    • lett. w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  2. 2. In particolare t’associazione si propone di:
    • creare e gestire comunità progettate e realizzate come luoghi di vita protetti con assistenza permanente rivolte a soggetti in difficoltà psicofisiche sociali che consentano di condurre un’esistenza di condivisione con altri soggetti e di autonomia rispetto alle famiglie di origine;
    • creare, sviluppare e sostenere all’interno di tali comunità attività che impieghino le persone coinvolte per favorirne l’inclusione nella comunità umana e rendere visibile il loro contributo sociale attraverso lo sviluppo di strategie che coinvolgano le realtà produttive del territorio, creando le condizioni opportune per inserimenti lavorativi;
    • promuovere attività formative e informative che accompagnino e sostengano i genitori di persone bisognose di cure speciali;
    • collaborare con istituzioni ed organizzazioni pubbliche e private ASL di riferimento partecipando a bandi stipulando convenzioni a proponendo progetti inerenti alle finalità dell’associazione;
    • organizzare gruppi di mutuo aiuto rivolti alle famiglie;
    • attivare sportelli informativi su autismo;
    • offrire servizi e aiuti concreti alle famiglie e alle persone con disabilità attraverso interventi mirati alla risoluzione di problematiche specifiche e di utilità sociale;
    • organizzare convegni e corsi negli ambiti propri di interesse d’intervento;
    • promuovere e realizzare la formazione e l’aggiornamento di figure professionali che operano nell’ambito del disagio psico-fisico-sociale;
    • intraprendere le azioni di tutela degli interessi sociali, collettivi e legali inerenti agli scopi che associazione intende perseguire;
    • provvedere alla pubblicazione di riviste di informazione e studio in ordine alle materie oggetto delle attività dell’associazione;
    • organizzare e promuovere attività economiche di natura artigianale o agricola con finalità di raccogliere fondi a favore dell’associazione.
  3. Le attività di cui ai commi precedenti sono svolte in favore dei propri associati, di loro familiari e di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati.
  4. L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, che non svolgono attività di volontariato, solo quando sia necessario ai fini dello svolgimento dell’attività di cui ai commi precedenti a al perseguimento delle finalità dell’associazione. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.

Art. 4 — Attività diverse

  1. L’associazione può esercitare attività diverse da quelle di interesse generale individuate nell’art. 3 purché assumano carattere strumentale e secondario nel pieno rispetto di quanta stabilito dall’art. 6 del D.Lgs. 117/2017 e relativi provvedimenti attuativi

Art. 5 — Raccolta fondi

  1. L’associazione può realizzare attività di raccolte fondi anche in forma organizzata e continuativa al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

Art. 6 — Ammissione

  1. Possono aderire all’associazione tutte le persone fisiche che, interessate alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
  2. II numero degli associati e illimitato ma, in ogni caso, non può essere inferiore al minimo stabilito dal Codice del Terzo Settore.
  3. I soci sono suddivisi in fondatori, ordinari e onorari.
    3.1 I soci fondatori sono tutti coloro che hanno partecipato alla sottoscrizione dell’atto costitutivo e dello statuto.
    3.2 I soci ordinari sono tutti coloro che, avendo presentato domanda ed impegnandosi a rispettare lo scopo sociale e a seguire le direttive dell’Associazione, vengono ammessi a farne parte dal consiglio direttivo.
    3.3 I soci onorari sono tutti coloro ai quali il consiglio direttivo riconosca tale qualifica in considerazione del particolare contributo fornito alla vita dell’Associazione.
  4. L’ammissione alla associazione e deliberata dal consiglio direttivo, comunicata all’interessato e annotata nel libro degli associati. In caso di rigetto, il consiglio direttivo deve, entro sessanta giorni, comunicare la deliberazione, con le specifiche motivazioni, all’interessato.
  5. L’interessato, ricevuta la comunicazione di rigetto, ha sessanta giorni per chiedere che si pronunci l’Assemblea a il Collegio dei Garanti (se istituito) in occasione della prima convocazione utile.
  6. Ciascun associato maggiore di età ha diritto di voto, senza regime preferenziale per categorie di socio. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’Associazione

Art. 7 – Diritti e doveri dei soci

  1. I soci sono chiamati a contribuire alle spese annuali dell’associazione con la quota sociale ed eventuali contributi finalizzati allo svolgimento delle attività associative. Tali contributi non hanno carattere patrimoniale e sono deliberati dall’Assemblea.
  2. La quota sociale è annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recessO, di decesso o di perdita della qualità di associato e deve essere versata entro il termine stabilito.
  3. L’associazione garantisce uguali diritti e doveri a ciascun socio escludendo ogni forma di discriminazione.
  4. Ciascun associato ha diritto:
    • di partecipare alle Assemblee, di esprimere il proprio voto in Assemblea direttamente o per delega e di presentare la propria candidatura agli organi sociali;
    • di essere informato sulle attività dell’associazione e controllarne l’andamento;
    • di partecipare alle attività promosse dall’associazione;
    • di conoscere l’ordine del giorno delle Assemblee;
    • di recedere in qualsiasi memento.
  5. Inoltre, gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali, secondo te modalità previste dal regolamento interno o da apposita delibera del consiglio direttivo.
  6. Ciascun associato ha il dovere di:
    • rispettare il presente statuto, l’eventuale regolamento interno e quanto deliberato dagli organi sociali
    • attivarsi, compatibilmente con le proprie disponibilità personali, con la propria attività gratuita e volontaria, per il conseguimento dello scopo;
    • versare la quota associativa secondo l’importo stabilito da consiglio direttivo.

Art. 8 – Perdita della qualifica di socio

  1. La qualità di socio si perde in case di decesso, recesso a esclusione.
  2. L’associato può in ogni momento recedere senza oneri dall’associazione dandone comunicazione scritta al consiglio direttivo. II recesso non comporta la restituzione della quota associativa o di altre somme eventualmente versate all’associazione. Le dimissioni diventano effettive nel momento in cui la comunicazione perviene al consiglio direttivo, ma permangono in capo all’associato le obbligazioni eventualmente assunte nei confronti dell’associazione.
  3. L’associato che contravviene ai doveri stabiliti dallo statuto o alle decisioni deliberate dagli organi sociali, può essere escluso dall’associazione stessa.
  4. La perdita di qualifica di associato è deliberata dal consiglio direttivo.
  5. La delibera del consiglio direttivo che prevede l’esclusione dell’associato deve essere comunicata al soggetto interessato il quale, entro trenta (30) giorni da tale comunicazione, può ricorrere o all’Assemblea degli associati o al Collegio del Garanti, se istituito, mediante raccomandata inviata al Presidente dell’Associazione.
  6. L’Assemblea o il Collegio del Garanti delibera solo dopo aver ascoltato, con il metodo del contraddittorio, gli argomenti portati a sua difesa dall’interessato.

Art. 9 – Attività di volontariato

  1. L’attività di volontariato e prestata in mode personale, spontaneo e gratuito, senza fine di lucro neppure indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.
  2. Le prestazioni fornite dai volontari sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite neppure dal beneficiario. Ai volontari possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per le attività prestate, nei limiti e alle condizioni definite in apposite regolamento predisposto dal consiglio direttivo e approvato dall’Assemblea. Le attività dei volontari sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’associazione.

Art. 10— Organi sociali

  1. Gli organi dell’associazione sono:
    • l’Assemblea dei soci
    • ii consiglio direttivo;
    • presidente;
    • il Collegio dei Garanti, se nominato.
  2. Gli organi socials ed il Collegio dei Garanti hanno la durata di 3 (tre) esercizi e i loro componenti possono essere riconfermati.

Art. 11— Assemblea

  1. L’associazione a dotata di un ordinamento democratico che garantisce la partecipazione, il pluralismo e l’uguaglianza dei soci.
  2. L’Assemblea e l’organo sovrano dell’associazione ed a composta da tutti gli associati. Essa a il luogo fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’associazione. Ogni socio ha diritto ad esprimere un voto.
  3. L’Assemblea e presieduta dal presidente dell’associazione o, in sua assenza, dal vicepresidente.
  4. I soci possono farsi rappresentare in Assemblea solo da altri soci, conferendo loro delega scritta. Ciascun associato può rappresentare fino ad un massimo di tre associati.
  5. Non può essere conferita la delega ad un componente del consiglio direttivo o di altro organo sociale.
  6. Sono ammessi al voto gli associati che hanno acquisito tale qualifica dal momento della approvazione del consiglio direttivo

Art. 12 – Competenze dell’Assemblea

  1. L’Assemblea ordinaria ha il compito di:
    • eleggere e revocare i componenti del consiglio direttivo scegliendoli tra i propri associati;
    • approvare ii programma di attività e ii preventivo economico per l’anno successivo;
    • approvare ii rendiconto/bilancio di esercizio e la relazione di missione;
    • deliberare in merito alla responsabilità dei componenti del consiglio direttivo ed a conseguenti azioni di responsabilità nei loro confronti in caso di danni, di qualunque tipo, derivanti da loro comportamenti contrari alio statuto o alla legge;
    • deliberare, quando richiesto e, in ultima istanza, sui provvedimenti di rigetto della domanda di adesione all’associazione e di esclusione degli associati, garantendo al richiedente la più ampia garanzia di contraddittorio;
    • ratificare i provvedimenti di competenza dell’Assemblea adottati dal consiglio direttivo per motivi di urgenza;
    • approvare eventuali regolamenti interne predisposti dal consiglio direttivo;
    • deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza.
  2. L’Assemblea straordinaria ha il compito di:
    • deliberate suite modificazioni dello statuto;
    • deliberare lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione.

Art. 13 – Convocazione dell’Assemblea

  1. L’Assemblea e convocata dal Presidente dell’associazione in via ordinaria, almeno una volta all’anno, e comunque ogni qualvolta si renda necessaria per le esigenze dell’associazione.
  2. L’Assemblea si riunisce, altresì, su convocazione del presidente o su richiesta motivata e firmata da almeno un decimo (1/10) degli associati, oppure da almeno un terzo (1/3) dei componenti del consiglio direttivo.
  3. L’Assemblea a convocata, almeno 10 (dieci) giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta dell’avviso di convocazione inviata tramite lettera, o tramite telefax, o con altro mezzo anche elettronico che accerti la ricezione della comunicazione da parte del destinatario. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione dell’ordine del giorno, del luogo, dell’ora e della data dell’adunanza.

Art. 14 – Validità dell’Assemblea e modalità di vote

  1. L’Assemblea ordinaria e regolarmente costituita, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno degli associati presenti in proprio o per delega e, in seconda convocazione, qualunque sia ii numero degli associati presenti in proprio o per delega.
  2. L’Assemblea ordinaria delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza degli associati presenti.
  3. L’Assemblea straordinaria a convocata per deliberare in merito alla modifica dello Statuto o alio scioglimento e liquidazione dell’Associazione.
  4. Fatto salvo quanto previsto dal comma successivo, l’Assemblea straordinaria delibera con la presenza della maggioranza assoluta dei soci iscritti nell’apposito libro dei soci “se in regola con il versamento della quota associativa “e ii vote favorevole del tre quarti (3/4) dei presenti.
  5. In caso di scioglimento, l’Assemblea straordinaria delibera con ii voto favorevole di almeno i tre quarti (3/4) dei soci iscritti nell’apposito libro dei soci se in regola con il versamento della quota associativa
  6. All’apertura di ogni seduta, l’Assemblea elegge un segretario il quale redige il verbale e lo sottoscrive unitamente al Presidente.
  7. I componenti del consiglio direttivo non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio preventivo e consuntivo e della relazione sull’attività svolta e in quelle che riguardano la loro responsabilità.
  8. Gli associati che abbiano un interesse in conflitto con quello della associazione, devono astenersi dalle relative deliberazioni.
  9. Di ogni riunione dell’Assemblea viene redatto un verbale che, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, conservato presso la sede dell’associazione per la libera visione di tutti i soci e trascritto nel libro delle Assemblee dei soci. Le decisioni dell’Assemblea sono impegnative per tutti i soci.

Art. 15 – Consiglio direttivo

  1. II consiglio direttivo è l’organo di governo e di amministrazione dell’associazione. II potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte net Registro unico nazionale del Terzo settore.
  2. Esso opera in attuazione degli indirizzi statutari nonché delle volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea alia quale risponde direttamente e dalla quale può essere revocato.
  3. II consiglio direttivo è formato da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 9 (nove) componenti, eletti dall’Assemblea tra gli associati. II consiglio direttivo elegge tra i suoi componenti ii presidente e il vicepresidente.
  4. Non può essere nominato consigliere, e se nominato decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi e stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
  5. I componenti del consiglio direttivo rimangono in carica per la durata di tre esercizi e possono essere rieletti.

Art. 16 – Competenze del consiglio direttivo

  1. II consiglio direttivo ha il compito di:
    • compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione ad eccezione di quelli che la legge o lo statuto riservano all’Assemblea;
    • deliberare in merito alle limitazioni del potere di rappresentanza dei consiglieri;
    • amministrare, curando la realizzazione delle attività sociali e disponendo delle risorse economiche;
    • predisporre l’eventuale regolamento interno per la disciplina del funzionamento e delle attività dell’associazione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
    • predisporre e sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il rendiconto preventivo ed il programma di attività;
    • fissare rammontare della quota sociale annuale;
    • predisporre e sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il bilancio consuntivo entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario nonché la relazione sull’attività svolta che rappresenti, in relazione al programma di attività deliberato l’anno precedente dall’Assemblea;
    • determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promuovendo e coordinando l’attività e autorizzando la spesa;
    • accogliere o respingere le domande degli aspiranti soci;
    • deliberare in merito all’esclusione di soci;
    • eleggere il Presidente e ii Vice Presidente;
    • nominare il Segretario e il Tesoriere o il Segretario/Tesoriere che può essere scelto anche tra le persone non componenti ii consiglio direttivo oppure anche tra i non soci;
    • ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio adottati dal Presidente per motivi di necessità e di urgenza;
    • assumere il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dal soci e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio;
    • istituire gruppi e sezioni di lavoro i cui coordinatori possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio e alle Assemblee;
    • nominare, all’occorrenza, secondo le dimensioni assunte dall’associazione, il Direttore deliberandone relativi poteri;
    • delegare compiti e funzioni ad uno o pia componenti del Consiglio stesso;
    • assumere ogni altra competenza non espressamente prevista nello statuto necessaria al buon funzionamento dell’associazione e che non sia riservata dallo statuto o dalla legge, all’Assemblea o ad altro organo sociale.

Art. 17 – Funzionamento del consiglio direttivo

  1. II consiglio direttivo e validamente costituito quando a presente la maggioranza dei componenti. Essi possono essere dichiarati decaduti, con apposita delibera assunta a maggioranza dal consiglio stesso, qualora si siano resi assenti ingiustificati alle riunioni del consiglio direttivo per tre volte consecutive. II consiglio direttivo può essere revocato dall’Assemblea con delibera motivata assunta con la maggioranza del due terzi (2/3) degli associati. Eventuali sostituzioni dei componenti del consiglio direttivo effettuate, attraverso cooptazione da parte dello stesso consiglio, nel corso del triennio devono essere convalidate dalla prima Assemblea utile. I componenti cosi nominati scadono con gli altri componenti.
  2. II consiglio direttivo e convocato, almeno 5 (cinque) giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta inviata tramite lettera, oppure inoltrata tramite telefax, o con altro mezzo anche elettronico che accerti la ricezione della comunicazione da parte dei destinatari. In caso di urgenza la convocazione potrà essere fatta mediante invio di telegramma inoltrato almeno 2 (due) giorni prima della data prevista per la riunione.
  3. II consiglio direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno quattro volte l’anno o quando ne faccia richiesta almeno un terzo (1/3) dei componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.
  4. Alle riunioni possono essere invitati a partecipare esperti esterni e rappresentanti di eventuali sezioni interne di lavoro senza diritto di voto.
  5. Le riunioni del consiglio direttivo sono valide quando e presente la maggioranza dei suoi component eletti.
  6. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti. In case di parità prevale il voto del presidente.
  7. Di ogni riunione del consiglio direttivo deve essere redatto i1 relative verbale, sottoscritto dal Presidente e dal segretario all’uopo nominate, e trascritto nel libro delle riunioni del consiglio direttivo.

Art. 18 – II presidente

  1. II presidente a eletto a maggioranza dei voti dal consiglio direttivo tra i suoi componenti, dura in carica 3 (tre) esercizi e può essere rieletto.
  2. 11 presidente:
    • ha la firma e la rappresentanza legate dell’Associazione nei confronti di terzi e in giudizio; da esecuzione alle delibere del consiglio direttivo;
    • può aprire e chiudere conti correnti bancari/postali ed a autorizzato a eseguire incassi e accettazione di donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone liberatorie quietanze;
    • ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi Autorità Giudiziaria e Amministrativa;
    • convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del consiglio direttivo; sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’Associazione;
    • in caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del consiglio direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.
  3. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione le relative funzioni sono svolte dal Vice Presidente.
  4. Di fronte agli associati, ai terzi ed a tutti i pubblici uffici, la firma del Vice Presidente fa piena prova dell’assenza per impedimento del Presidente.

Art. 19 – II segretario

  1. Il segretario verbalizza e sottoscrive le riunioni di Assemblea e di consiglio direttivo, gestisce la tenuta dei libri sociali garantendone libera visione all’associato che lo richieda.

Art. 20 —Collegio dei Garanti

  1. L’Assemblea può eleggere un Collegio dei Garanti costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti, scelti anche tra i non soci. Le eventuali sostituzioni di componenti del Collegio, effettuate nel corso del triennio, devono essere convalidate dalla prima Assemblea convocata successivamente alla nomina. componenti cosi nominati scadono con gli altri componenti.
  2. II Collegio ha il compito di esaminare le controversie tra gli associati, tra questi e l’associazione o i suoi organi, tra i membri degli organi e tra gli organi stessi, giudicando sulle medesime in via definitiva, ex bono et aequo e senza formalità di procedure.

Art. 22 – Libri sociali

  1. L’associazione ha l’obbligo di tenere i seguenti libri sociali:
    1. il libro degli associati;
    2. il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
    3. il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio direttivo;
    4. il libro delle adunanze e delle deliberazioni di eventuali altri organi sociali (se istituiti);
    5. il libro dei volontari che svolgono attività di volontariato non occasionale nell’ambito dell’associazione.
  2. I libri di cui alle lettere a), b), c), e) sono tenuti a cura del consiglio direttivo. I libri di cui alla lettera d) sono tenuti a cura dell’organo a cui si riferiscono.
  3. I verbali, di Assemblea e consiglio direttivo devono contenere la data, l’ordine del giorno, la descrizione della discussione di ogni punto all’ordine del giorno e i risultati di eventuali votazioni.
  4. Ogni verbale deve essere firmato da presidente e dal segretario.

Art 23 – Risorse economiche

  1. Le entrate economiche dell’associazione sono rappresentate:
    1. quote sociali
    2. contributi pubblici;
    3. contributi privati;
    4. donazioni e lasciti testamentari non destinati ad incremento del patrimonio;
    5. rendite patrimoniali;
    6. rimborsi derivanti da convenzioni;
    7. fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore e di servizi;
    8. entrate derivanti dallo svolgimento di attività di interesse generate nelle modalità previste dall’art. 79, comma 2;
    9. corrispettivi da soci e familiari per lo svolgimento di attività di interesse generale;
    10. entrate derivanti da attività effettuate ai sensi del c. 6 art. 85 del Digs. 117/2017 svolte senza rimpiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato;
    11. altre entrate espressamente previste dalla legge;
    12. eventuali proventi da attività diverse nel rispetto dei limiti imposti dalia legge a dai regolamenti.

Art. 24 – Scritture contabili

  1. Il consiglio direttivo gestisce le scritture contabili dell’associazione nel pieno rispetto di quanta prescritto dall’art. 13 e dall’art. 87 del Digs. n. 117/2017.

Art. 25 – Esercizio sociale

  1. L’esercizio sociale inizia il 1° gennaio di ogni anno per terminare ii 31 dicembre successive.
  2. Il bilancio consuntivo e la relazione di missione sono predisposti dal consiglio direttivo e devono essere approvati dall’Assemblea entro il mese di giugno.
  3. Il bilancio consuntivo deve essere redatto in conformità del Decreto Ministeriale di cui all’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 117/2017 qualora emanato.
  4. La relazione di missione deve rappresentare le poste di bilancio, andamento economico e gestionale dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. Inoltre deve documentare il carattere secondario e strumentale delle attività diverse, se svolte.
  5. Il bilancio preventive deve essere redatto in conformità del Decreto Ministeriale di cui all’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 117/2017, qualora emanate, utilizzando lo stesso modello previsto per il bilancio consuntivo.
  6. Al bilancio preventivo deve essere obbligatoriamente allegato il programma dell’attività dell’associazione per l’anno in corso, specificando per ogni attività le connessioni con le finalità e l’oggetto descritti nel presente statuto ed evidenziando i risultati attesi.
  7. La bozza del bilancio preventivo e del programma di attività sono elaborati dal consiglio direttivo e devono essere discussi e approvati dall’Assemblea entro il mese di dicembre di ogni anno

Art. 26 – Divieto di distribuzione degli utili

  1. L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in mode indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve comunque denominate o capitale durante la propria vita ai sensi dell’art. 8 comma 2 del dlgs. 117/2017.
  2. II patrimonio dell’associazione, comprensivo di ricavi, rendite, proventi e ogni altra eventuale tipologia di entrata e utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Art. 27 – Assicurazione dei volontari

  1. Tutti gli associati che prestano attività di volontariato non occasionale sono assicurati per malattia, infortunio e responsabilità civile.
  2. L’associazione, previa delibera del consiglio direttivo, può assicurarsi per i danni derivanti da propria responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Art. 28 – Devoluzione del patrimonio

  1. In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residue è devoluto, previo parere regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore di cui all’art 45, comma 1, del dlgs. 117/2017 qualora attivato, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altro Ente del Terzo settore individuato dall’Assemblea, che nomina il liquidatore, aventi analoga natura giuridica e analogo scopo. Nel case l’Assemblea non individui l’ente cui devolvere il patrimonio residua, il liquidatore provvederà a devolverlo alla Fondazione Italia Sociale a norma dell’art. 9, comma 1, del dlgs. 117/2017.

Art. 28 – Disposizioni finali

  1. Per quanto non è previsto nel presente statuto si fa riferimento alle normative vigenti in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.
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