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AUTISMO


L’autismo è una sindrome comportamentale (compresa all’interno di un gruppo più ampio di cosiddetti Disturbi dello Spettro Autistico), causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita.

I sintomi cardine sono: 1) Deficit persistente nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in diversi contesti, 2) Comportamenti e/o interessi e/o attività  ristrette e ripetitive.

Le aree particolarmente interessate sono quindi quelle relative alla relazione interpersonale reciproca, all’apprendimento di abilità in modo seriale anziché parallelo, e con difficoltà di generalizzazione delle abilità da un contesto all’altro, alla capacità di comunicare idee e sentimenti,  alle modalità poco flessibili di comportamento ed interessi.

Si configura come disabilità “permanente” ma con aspetti dinamici che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono espressività variabile nel tempo, e la prognosi di sviluppo risulta modificabile in base alla precocità della diagnosi e dell’adeguatezza del trattamento.

Oggi si preferisce in realtà parlare di Disturbi dello spettro autistico e di Autismi, introducendo il concetto di una ampia variabilità nello sviluppo delle manifestazioni del disturbo, in un continuum tra forme “più lievi” (autismo ad alto funzionamento) e  forme più gravi (associate a disabilità intellettiva o a quadri sindromici multifattoriali).

Vi è, oggi,  ampio accordo sul fatto che il Disturbo autistico pur non essendo “guaribile” dalla sua radice neurobiologica, sia comunque “curabile” e abilitabile nel tempo, attraverso una miglior comprensione dei meccanismi patogenetici della sua evoluzione, il suo riconoscimento precoce e interventi specifici di supporto alla comunicazione, all’apprendimento e alla relazione, rivolti alla persona autistica ed ai suoi ambienti di vita.

I dati oggi disponibili sono molto eterogenei ma la prevalenza di circa 1:88 tra bambini dell’età di 8 anni, mentre in Europa le stime variano dal 1:160 della Danimarca e della Svezia, a 1:86 della Gran Bretagna. In ogni caso possiamo stimare l’incidenza dell’autismo in modo prudenzialmente attendibile come 1:130/150.

Tale dato, confrontato con quelli acquisiti in passato, ha portato a concludere che i disturbi dello spettro autistico risultino oggi 3 o 4 volte più frequenti di quanto riportato in letteratura 30 anni fa.

Associazione l’Ortica – Milano

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