In questo periodo di forzato isolamento, necessariamente le attività dell’associazione si sono diradate, ma cerchiamo sempre di essere al fianco dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze affinché possano vivere con serenità questo momento così difficile che faticano a comprendere. L’arte e la voglia naturale di esprimersi diventano così una via di comunicazione.

Come vivono questo particolare momento i più piccoli

Dopo un primo momento di totale disorientamento, che d’altronde ha colpito tutti con inusitata forza, anche noi abbiamo ripreso le nostre sessioni artistiche online, utilzzando skype. Naturalmente, la cosa più facile è riprodurre gli oggetti legati alla vita quotidiana, alle piccole cose ci circondano, agli oggetti che meglio conoscono e che per loro rappresentano qualcosa di familiare, confortevole. Ecco allora che piantine, fiori, frutta, una forma di pane, il ritratto dei propri familiari diventano il soggetto ideale per le produzioni artistiche.

Alcuni di questi oggetti diventano un motivo per uscire: alcuni ragazzi non escono da giorni , alcuni sono spaventati altri sono trattenuti dalle famiglie altri ancora vorrebbero ma non sanno come dirlo. Ansia, depressione, angoscia sono sintomi comuni a tutti, di questi tempi; ma loro patiscono questi cambiamenti alla loro routine in maniera ancora più evidente, fanno fatica a comprendere il perché, l’incertezza prende il sopravvento, col risultato di innervosirli e renderli intrattabili.

La possibilità di fare una breve passeggiata diventa l’occasione per acquistare una piantina al supermercato, da usare come modello per le proprie creazioni. A casa la si dipinge e tutto sembra riacquistare normalità.

L’alternativa è coinvolgere i nostri giovani ragazzi in attività pratiche che diventino sfogo e punto di partenza per nuove attività: alcuni hanno comperato il pane per riprodurlo, ma altri invece lo hanno fatto insieme ai loro genitori, per poi usarlo come modello per i propri disegni. Buone prassi per mantenersi felici ai tempi del coronavirus…

Di seguito mostriamo alcuni disegni realizzati dai nostri piccoli amici (clicca sulla miniatura per visualizzare l’immagine completa).

Gli adolescenti e la clausura forzata

Per i ragazzi più grandi, l’approccio è un po’ diverso: le attività si dirigono verso forme espressive diverse, più adulte e in alcuni casi più “fisiche”. Anche per loro, l’aspetto visivo – disegni e dipinti – rappresenta una naturale forma di espressione, ma a questo si affiancano anche altre attività.

Per i ragazzi più grandi, l’approccio è un po’ diverso: le attività si dirigono verso altre forme espressive anche più impegnative come la poesia. Anche per loro, l’aspetto visivo – disegni e dipinti – rappresenta una naturale forma di espressione, ma a questo si affiancano anche altre attività come ad esempio l’esercizio fisico non semplice da seguire su un monitor.

Oppure la poesia, una forma artistica ben più complicata, ma anche più stimolante e gratificante, nel suo risultato finale. Ci teniamo, a questo proposito a mostrare il contributo di Camilla che ci ha inviato una poesia ideata e scritta di suo pugno:

La mia piantina è una pianta grassa,

è molto golosa e ama mangiare l’uva passa;

poiché a me l’uva non piace,

se anche la ruba dal tavolo di sicuro non mi dispiace! 

Ha poi voluto aggiungere una chiosa dicendo che “Nella mia casa dovrei circondarmi di piante grasse per sentirmi più magra”!!!

Altre attività riguardano l’esercizio fisico che, oltre ad essere una modalità per scaricare le grandi tensioni che si accumulano a causa delle restrizioni, permettono anche un coinvolgimento attivo del ragazzo che diventa “insegnante” e istruisce le persone intorno a sé sulla giusta modalità di esecuzione.

Anche leggere brani insieme – ancorché separati da un monitor – aiuta a dar sfogo ai sentimenti e vivere attivamente le emozioni che si fa fatica ad esprimere. Nei giorni scorsi girava su whatsapp un brano di Alessandro Frezza: lo abbiamo letto con i nostri ragazzi e ragazze e con stupore abbiamo visto che emotivamente si sono coinvolti sentendosi chiamati in causa in prima persona. Leggetelo anche voi: magari vi susciterà lo stesso sentimento. Se non lo avete letto, lo potete trovare a questo link.

Clicca sulla miniatura per visualizzare l’immagine completa:

Chi fa parte della famiglia?

Quando poi abbiamo chiesto di disegnare un componente della famiglia, il risultato è stato sorprendente. Giudicate voi:

Se avete suggerimenti, se volete scriverci una email o partecipare ad una sessione skype scriveteci una email a contatti@ortica.org. Saremo molto felici di rispondervi!

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